REPORTAGE

           

 

                             SERBIA  PRESTON CHALLENGE  20016

                Brogliaccio di bordo, a cura di  Fabrizio Fracassi  ( io disabile )

 

11 Maggio, sono le 07,30 del mattino, partenza per la Serbia.  Sono in macchina con Roberto Generali, mio compagno della lenza Mantovana, bolognese simpaticissimo, che mi ha preso su a Monselice –PD-, dove risiedo. Facciamo pochi chilometri in autostrada e dopo Padova Ovest, ci ricongiungiamo, in un autogril, con il resto della carovana,parte della lenza Mantovana, con Mario Molinari, Alberto Ottini, Daniele Goria e Gregorio Monego detto il “Greg” e poi gli azzurri con il CT Maurizio Setti, Mirko Govi, Andrea Canaccini, Angelo De Pascalis, Massimo Vezzalini e Marco Mazzetti.  Ma la vera sorpresa perché carica di energia e’ , l’inviata di Match Fishing, Natascia Baroni, simpaticissima ragazza marchigiana e conoscitrice esperta, del mondo della pesca, al seguito della nazionale come reporter. Veloce caffe’, sigaretta e si parte. Risalito in macchina, avevo dentro di me un vulcano di emozioni, stringere la mano e fare la conoscenza degli azzurri, affrontare un viaggio così lungo per la mia patologia ( sclerosi multipla) ritornare in Serbia dopo 15 anni( dove tutto era iniziato, per i bombardamenti con uranio impoverito, la causa più accreditata della mia sclerosi multipla), era un baillame di pensieri nuovi e vecchi che si rincorrevano, misti all’eccitazione.  Cosa avrei ritrovato? Cosa mi aspettavo? Quale sarebbe stata la mia reazione? Soltanto arrivando in quel paese, ex teatro di guerra l’avrei scoperto. Comunque il viaggio scorre tranquillo tra una fermata e l’altra, e io sto bene, il mio compagno di viaggio e’ ottimo interlocutore, arguto intelligente, e’ un ragazzo del 1946, e si, averli e non dimostrarli, con il quale e’ piacevolissimo parlare, di tutto, politica, sport, sociale, privato. E tra un discorso e un altro arriviamo a Novi Sad, arriviamo dalla strada collinare a Nord-Ovest, entriamo quindi in città attraversando uno dei due ponti distrutti dalla guerra del 1998-2001, Si ergeva nel suo splendore totale, alta tecnologia, nuovo, ricostruito dalle ceneri del vecchio, ma l’occhio mi va sulla mia dx, in alto su una collinetta prima del ponte stesso, ed e’ rimasto come allora, con le sue ferite e dilaniato sulle sue facciate e sul tetto, da bombe e proiettili scagliati dall’alleanza Nato, era la palazzina della TV di Novi Sad, e dentro di me in un attimo ho rivissuto un flash back, ho risentito il fragore delle esplosioni e il criptio delle mitragliatrici. Ma tutto si e’ dissolto in un attimo, passato il tunnel,alla fine del ponte, ecco la citta’, ma la cosa a me gradita, e’ aver rivisto la torre sulle montagne di fronte, alta 96 mt, dove avevamo installato apparecchiature per il network telefonico Telekomserbjia, il mio lavoro, costruivo reti telefoniche. Era stata risparmiata dalla guerra, probabilmente, a differenza della gemella di Belgrado, abbattuta, nn era stata inserita come obbiettivo sensibile.  Comunque dopo tutto questo riavvolgersi della pellicola, arriviamo nel nostro Hotel, bellissimo, moderno, e cosa ancor piu’ gradita, si ergeva sulla sponda del Danubio, spettacolare, il tempo di scaricare bagagli e attrezzature, una doccia veloce, che si era fatta ora di cena. Ero partito dall’Italia con questa voglia , Pljeskavica e Cevapi,  la prima una sorta di hamburger e la seconda salsiccia, tutto accompagnato da un misto di verdure, zucchine, pomodoro, peperone con il loro condimenti tipici e poi un bicchiere di pivo ( birra ). Buonissima cena ed anche i miei compagni di avventura hanno gradito andando alla ceca e fidandosi di me. Con il personale dell’hotel scambio qualche frase in serbo, rimangono sorpresi piacevolmente, e continuo nel sciolinare il mio serbo, misto all’inglese, il dialogo con lo staff, mi sorprendo io, da solo, nel ricordarmi a distanza di anni, una lingua nn convenzionale per noi, ma a me familiare, e’ stato bellissimo.  Si va a letto stanchissimi, anche perche’ la mattina , sveglia alle 06,  ricca colazione, magari cappuccio e briosche, no, uova, bacon, formaggio, pane yogurt, insomma colazione internazionale, che io non amo, ma mi adeguo. Finito il breakfast, ci dirigiamo sul campo gara, un canale navigabile lungo circa 400 km che congiunge due anse del Danubio, bellissimo specchio d’acqua, erba tagliata all’inglese, accessibile per macchine e furgoni, e anche per uno come me, che si muove in carrozzina o per brevi tratti con le stampelle, organizzazione impeccabile, complimenti davvero.  Mario Molinari cerca qualcuno dell’organizzazione e si fa dire quale settore potevamo occupare per iniziare le prove, non ufficiali, ritorna, e dice, “ settore D “  bene, ritorniamo indietro per un km circa, e si inizia a scaricare l’attrezzatura, la nostra nazionale, si e’ posizionata a sx di dove eravamo noi della lenza Mantovana. Si iniziano a bagnare le lenze, Vedevo il CT Setti fare avanti e indietro macinando KM per osservare le diverse nazionali insieme alla Natascia, che iniziava il suo reportage. Avevo i brividi a 1000, ero al fianco di un mio idolo da ragazzo, Mario Molinari, e poi vedevo la Nazionale ( non importa che sport rappresenti, e’ solo la Nazionale, e ciò basta), avete presente quando fate un dono ad un bambino? Leggere nei suoi occhi la felicita’, la sorpresa e l’incredulità? Bene quel bambino ero io. Si signori, stavo assistendo ad una gara premondiale, dall’interno, waooooooo.  Ma tutto passa in fretta, il CT Setti che viene da me e mi mette al corrente di quello che stà succedendo lungo tutta la sponda del canale, riferisce a me, io sono Fabrizio, non sono un atleta della Nazionale, sono un disabile fortunato a stare qui, ad assistere a questo evento mondiale. Ma il CT mi considera uno della spedizione, uno di loro, e questo mi ha reso orgoglioso, ma anche sorpreso .  Dopo ho capito, ho capito che uomo e’ il CT Setti, un uomo umile, semplice, alla mano, un pescatore, che fa il suo lavoro con passione e consapevole della responsabilità e delle aspettative che deve portare sulle sue spalle. Confesso che quel giovedi 12 Maggio, difficilmente lo scorderò. Bene, si rientra alla ns base logistica, il ns hotel, veloce briefing con i ragazzi, si snocciolano le impressioni avute dal campo gara, forse si cercavano conferme, ma era rimasto qualche dubbio da dipanare il giorno dopo. Quindi doccia, cena, altro long meeting tenuto dal CT e tutti a nanna.  Arriva il venerdi, sveglia prestissimo, colazione e siamo di nuovo sul campo gara, prove ufficiali,  quindi si simula la gara, si e’ soli con se stessi, con i propri pensieri ognuno si dirige al proprio picchetto, dopo aver fatto la distribuzione delle pasture e delle esche, e le ultime raccomandazioni del CT e di Mario Molinari. Mentre con Roberto stiamo andando alla ns postazione, passiamo davanti al gazebo dell’organizzazione, e scorgiamo Mario che dialoga con due persone, una la riconosco al volo, e come nn potrei, il mitico Tommy Pickering coach delle nazionali inglesi, dico a Roberto di fermarsi un attimo, scendo con le mie stampelle, mi avvicino, e Mario fa le presentazioni, mentre gli stingo la mano, e’ con emozione che mi esce con un filo di voce, “ nice meet you Tommy “. Mi risponde garbatamente dicendomi che e’ onorato lui, di conoscermi, perché dopo diversi scambi di msg e mail finalmente può stingermi la mano. Si ricordava tutta la ns corrispondenza avvenuta tra marzo ed aprile, dove lo invitavo a venire in Italia per l’evento che avevamo organizzato per raccogliere fondi per la sclerosi multipla, che personaggio.   Nel frattempo Mario mi presenta un altro CT,   Ian Van de Schelde, coach degli orange, la nazionale olandese, ero in visibilio, tanta roba ragazzi. Bene scambiate quattro chiacchiere e foto di rito, ci accingiamo a raggiungere la ns postazione. Roberto inizia a scaricare il tutto ( vi dico che e’ un lavoro ) la preparazione e’ maniacale, si cura tutto nei minimi dettagli. Si inizia, ma anche la pioggia vuole prendere parte a questo evento, e’ martellante, nessuno si muove dalle proprie postazioni, escono le cerate, con i colori dei vari sponsor, gli ombrelloni, e si continua, fino alle 15,00. Si ritira tutto si aspettano le varie macchine e i vari furgoni che ritirino su tutta la attrezzature, e alle 16,00 riunione dei capitani. Esce anche il sole che fa da corollario a questo magnifico scenario.  Si assegnano i settori ai vari componenti, ( 155 garisti in tutto ) si discute, piu pescoso meno pescoso, forse, ma, si potrebbe,  ma le estrazioni dei settori sono cosi, con più o meno fortuna. E ritorna la sera, prima di cena, i ragazzi sono tutti concentratissimi e tirati in volto, consapevoli che , possono fare un ottimo risultato, si confrontano scambiano pareri e idee, abbozzano strategie, per raggiungere l’obbiettivo, rientrare nella top teen. In mezzo a tutto questo vociferare, ogni tanto ci scappano delle fragorose risate, e chi ne poteva essere l’artefice, se non il Cana ( Canaccini ) e il Capoccia Michele, che nel frattempo si era congiunto a noi, arrivando il giovedi,due ragazzi dalle battute pronte e pieni di spirito, ma questo stava a significare che il morale era altissimo, suffragato anche dalle certezze del ns CT Setti.  Cosi finiva anche la serata del Venerdi, tra battute e risate.  Arriva il tanto atteso Sabato, gara 1,  faccio la conoscenza di altri due big, Damas Walter, campionissimo e CT della nazionale ungherese e di Steve Ringe, colonna portante e number one della nazionale inglese, anche qui gentilissimi, hanno posato con me per le foto di rito.  Non c’e’ tempo per trastullarsi, io mi fermo in macchina dietro il picchetto di Steve Ringe, mi colpisce la sua maniacale preparazione dell’attrezzatura, e tutto ha un perché. Nello stesso  settore c’è il ns Cana ( Canaccini ),  ottimo banco di prova per l’azzurro.  Si ode la sirena, i giudici vanno avanti e indietro, c’è frenesia nell’aria,  si vede a occhio su tutta la sponda il ritmo con cui i concorrenti caricano i loro pasturatori , innescano e lanciano, sembra quasi di assistere ad una sinfonia orchestrale. Si và avanti, trascorrono le prime due ore con pochissime catture e pesci di piccola taglia, il meteo aveva ragione, a mezzogiorno inizia a piovere a dirotto, e tutti con fuori le cerate e gli ombrelloni, ma il campione inglese, no, rimane imperterrito, metodico sotto la pioggia, solo con su la felpa ed il cappellino. Inizia a carburare, le sue catture si susseguono, regolari, e a fine gara, con il suono della sirena e dei clacson, alla pesa, risulta primo  di settore con 3200 gr, ma la sorpresa arriva dal ns Cana, il suo peso è di 2010 gr, si piazza terzo battuto da un ungherese per la seconda piazza, di solo 20 gr. Ma va benissimo. Intanto continua a piovere, e c’e’ la sorpresa,  Mirko Govi, nel settore E, fa primo assoluto con 4800gr. Grande Mirko e grandi ragazzi. A fine gara, L’Italia risulta 7°,  ma davanti alla nazionale inglese 2, ottimo risultato, Prima la nazionale 1 d’oltre manica con a seguire olandesi e ungheresi. Positivissima la giornata. Noi della lenza Mantovana facciamo 21° ma su 31 squadre, niente male per degli esordienti, siamo tutti contenti. La serata scorre come sempre, tra briefing, risate e in bocca al lupo. Il tempo di poggiare la testa sul cuscino, che suona la sveglia. Pronti, via si ritorna sul campo per gara 2, solo che io rimango in albergo, brutto mal di stomaco, mannaggia. Va bene, con il cuore sono con i ragazzi. Il tempo scorre lentissimo, tra TV , social network, e chiacchiere con le ragazze dell’hotel, il mio serbo migliora sempre di più, è un piacere sentire la mia fluidità di questa lingua ( bravo Fabrizio) . Così tra una chiacchiera ed un’altra, arrivano le 18, e si affacciano i ragazzi nella hall dell’hotel, mi dicono della tanta acqua e vento presi, ma sono contenti, 6° alla fine delle due giornate, vince l’Ungheria davanti all’Olanda e l’Inghilterra, in pratica, soverchiato il risultato di gara 1 e per lo più, pronostico rispettato. Nel feeder sono le nazionali da battere. Ma udite udite, vedevo comunque una certa euforia, il Cana, nel suo settore il B, il meno pescoso insieme allo A,  fa primo di settore , relegando al 10° posto, Steve Ringe, capitato con lui anche in gara 2. Grande Andrea Canaccini, un po’ ribelle, ma di altissimo spessore tecnico. Contentissimi anche noi della Lenza, finiamo al 20° posto, e nn è poco, ve lo assicuro, in mezzo a tutti quegli antagonisti agguerriti, con il pugnale fra i denti.Comunque i ragazzi sono distrutti, ceniamo, dopo due veloce chiacchiere facciamo il check-out, e via a letto. Ci attendono 900 km di strada per il rientro in Italia.  Sveglia alla 05,00 carichiamo i bagagli, ricca colazione alle 06,00 e lasciamo Novi Sad. Confesso che ho provato nostalgia, ho passato , nonostante la guerra, 3 anni e mezzo bellissimi in questo paese, però, bisogna rientrare. In macchina si parla poco, si ripensa a questi 5 giorni, poi piano piano si comincia con i discorsi tecnici. Nel frattempo arriviamo alla frontiera, facciamo velocemente, e siamo in terra croata. Dopo circa 3 ore ci fermiamo in autogril , per un pasto fugace ed un caffè, c’e’ il sole, bellissima giornata dopo tanta pioggia. Arriva il momento dei saluti, si, ci salutiamo li, in terra croata, perché nn ci sarebbe stata un’altra sosta. Arrivano i ragazzi Azzurri, Canaccini, De Pascalis, Govi, Vezzalini e Mazzetti, arrivano anche il CT Setti e la simpaticissima Natascia Baroni. Mi colpiscono le parole del CT,  mi dice “ e’ stato un onore conoscerti, sei uno tosto”  ed io , “mister, mi scuso se ho arrecato disturbo” e lui con il suo accento emiliano   “  ma scherzi, quando vuoi sarai sempre il benvenuto” . Mi si gonfia il petto di orgoglio, onestamente mi sono anche emozionato. Bene, ci salutiamo anche con il resto della Lenza Mantovana,  Roberto Ottini, ( torniamo in giugno a vedere il mondiale? ) Daniele Goria, Gregorio “ Greg” Monego, ed infine il maestro Mario Molinari.   Alle ore 16,30 sono a Monselice, ringrazio Roberto Generali, persona fantastica e generosa,  direi per la sua generosità, uomo di altri tempi, il mio chauffeur per 5 giorni, un cuore grande come una casa.

Certo mettere le emozioni su carta, non è semplice, in questo mio racconto, spero di essere riuscito, a chi leggerà, di aver trasmesso almeno una piccola parte di quello che io ho provato , e vi assicuro che provare tante sensazioni tutte insieme, viverle dal di dentro, ti lascia qualcosa di positivo, ti arricchisce il bagaglio tecnico ed umano, ti lascia il dolce in bocca.  Spero ci siano ancora altre opportunità per vivere questi sogni live.

Vi ho raccontato tutto questo mio vissuto, come una persona normodotata, ma nn lo sono, la sclerosi multipla, diagnosticata nel 2005, a soli 46 anni, mi ha costretto su una sedia a rotelle, ma come diceva il grande Freddy Mercury in una sua celeberrima canzone “ The show must go on”  la vita continua. Si amici miei, tante volte la disabilità è nel cervello e nn nel fisico. Si può fare, basta reagire, basta volerlo, basta stare in mezzo a delle persone positive. Il resto viene da solo, spontaneo. Vi saluto con un “ Arrivederci su qualche campo gara”

 

 

                     Fabrizio Fracassi  ( io disabile )

 

 

 

                                           METTI UN GIORNO AI LAGHI MELLA , CON LA SOLIDARIETA’

 

                        

 

°Reportage by  Fabrizio Fracassi

                            

 

Arriviamo molto presto a Poncarale –BS- , io ( Fracassi Fabrizio ) Ciccio Famà e Rocco Scarcella,  c’è una fitta nebbia,è umido, ma siamo felici perché andiamo a trovare degli amici, quegli amici con la A maiuscola. Vi domanderete cosa ci facciamo a Poncarale, 5 novembre di sabato, con nebbia annessi e connessi? Gli amici, hanno organizzato un evento di beneficenza e solidarietà per la ns Associazione, domenica 6 novembre ai laghi Mella, proprio qui a Poncarale, per questo siamo venuti , per riabbracciare amici a cui vogliamo un mondo di bene, Enrico Bonzio,  Roberto Agnelli, Paolo Naccari, Luigi Lamperti e Pietro, il simpaticissimo gestore del ristorante interno ai laghi. Loro sono gli organizzatori dell’evento di pesca e solidarietà che si svolgerà domenica 6. Arrivati ai laghi, ricca colazione, abbracci e baci, pacche sulle spalle e tantissime battute, ci sentiamo stranamente a casa, anche se c’e  una mescolanza di accenti diversi, ma non ci si fa caso, ci capiamo benissimo. Bene, dopo tutti i cerimoniali di accoglienza, Ciccio rompe gli indugi, vuole andare a pescare, il Paolo lo prende in parola e partono in macchina per andare a prendere delle attrezzature, nel frattempo che aspettiamo, io e Rocco, ci fermiamo a dialogare con un mito, Enrico Bonzio, che con la sua sigaretta trà le dita, ci racconta un po’ di spaccati della sua vita, e ricordiamo insieme anche tempi molto lontani, ma è bello sentire il vecchio saggio,vedere  il suo viso attraversato dalle rughe , che ci dicono che è un uomo vissuto, un uomo che ha anche sofferto, un uomo con gli occhi buoni un uomo che ha fatto un pezzo di storia dell’Italia pescaiola. Già l’Italia della pesca che non c’è più. Comunque dopo l’ottimo pranzo consumato da Pietro, e smessa la pioggerellina, ci accingiamo a fare quello che ci piace, pescare, incominciano a tirare fuori le canne, da inglese, fisse, da feeder, ognuno fa la sua pescata. Incominciano ad intravedersi i primi persici, anche belli a pezzatura, un paio di cavedani,qualche cardon e poi la pastura fa il suo lavoro, certo abbiamo quì l’esperto di pasture, chi meglio di lui? Mr Pan&Company ovvero Roberto Agnelli titolare dell’azienda.  Si allamano le prime belle carpe, poi esce un bel gatto, e poi sbam, arrivano loro le big, tutta roba sopra i 5 kg, divertimento allo stato puro e ancor più bello quando ridai loro la libertà,fantastico. Io personalmente ho chiesto di fare un paio di lanci con l’inglese, volevo testare questo nuovo attrezzo di Ciccio, che leggendo una recensione di Luciano Mereu, mi aveva incuriosito,non sto qui a rielencare tutti i pregi di questa canna, perché ne ho constatato personalmente il valore con una bella regina da quasi 10 kg che tirava come un treno, basti pensare che sto in sedia a rotelle, ma difficoltà zero, la canna ha lavorato magnificamente, ma il gesto più bello è stato vedere Enrico Bonzio che mi guadinava la carpa, grande capitano. Però con il sopraggiungere dell’imbrunire, incominciamo a rifare su gli attrezzi e tra una chiacchiera ed un’altra ancora, ci mettiamo seduti a tavola per la cena offerta da Pietro e Nadia, i titolari del ristorante ai Mella. Bellissima serata in un contesto gradevole ma soprattutto con gli Amici, che ci fanno sentire a casa, che ci omaggiano della loro presenza, ci sentiamo felici, e dico questo perché, senza offesa per nessuno, il popolo bresciano è un po’ chiuso, da poca confidenza, è schivo, ma mi sono ricreduto positivamente, dalla prima volta che ho conosciuto questi ragazzi, allegri, scanzonati, cordiali. Potreste mai immaginare un bresciano ed un calabrese in macchina che se la ridono come matti? No? Invece si amici miei,Paolo bresciano doc purosangue e Ciccio altrettanto purosangue, ma calabrese, si divertivano come matti, tra battute e sfottò. Questa è la pesca signori, accomuna e unisce l’impensabile, questa è la foto che ci piacerebbe vedere sempre e comunque. Detto questo, arriva la mattina della gara, alle 06,30 il parcheggio dei Mella sembra la strada di un mercato, c’è un vociferare da tutte le parti, sono arrivati i garisti, e anche qualche curioso  spettatore, ricca colazione e via ai sorteggi. Ognuno comincia con la propria auto a portarsi nelle postazione del proprio picchetto, la gara è a tecnica libera, quindi colpo con roubasienne, feeder, e colpo all’inglese. Abbiamo due laghi su tre a disposizione, che spettacolo, anche la nebbia che fa da contorno, ha voluto omaggiarci. Sirena, pronti via, ogni tanto in mezzo alla nebbia si sente qualcuno che prende in giro qualcun altro, e giù risate corali, tant’è che mi chiedo, ma è una gara? Si lo è per come è stata organizzata, ma non lo è nello spirito di questi pescatori, che sono venuti fino ai Mella, anche da altre province, perché guidati dallo spirito di solidarietà.         Quindi noi dell’Associazione “ Noi amici della pesca per la sclerosi multipla”, dobbiamo un immenso ed infinito grazie a questi ragazzi, che sono arrivati per contribuire alla causa che è “ la ricerca “ sulle malattie neurologiche degenerative invalidanti. GRAZIE e ancora GRAZIE……………….Bene, si arriva alle premiazioni, in un contesto di allegria generale, non ci sono ne vinti e ne vincitori, ma siamo tutti vincenti, Mario Molinari premia i settori feeder ( chi meglio di lui ), Lamperti, Agnelli, Naccari, Scarcella, Famà ed io premiamo i ragazzi del colpo. E la festa continua, pranzo e dopo pranzo tra chiacchiere e qualche bicchiere, il comitato organizzatore convoca me Ciccio e Rocco, rappresentanti dell’Associazione, e ci consegnano con un assegno, i soldi raccolti con questa manifestazione, l’assegno è di € 3.250. Ragazzi ci siamo commossi , non è poco quello che è stato raccolto, è una bella somma di tutto rispetto, che metteremo a disposizione della ricerca e di chi individualmente ha bisogno, basta contattarci tramite mail a questo indirizzo        pesca.solidarieta@gmail.com        oppure visitando il ns sito www.amicisclerosimultipla.org .     Il Direttivo Luciano Mereu,Rocco Scarcella, Anna Callegaro ed io Fabrizio Fracassi, insieme ai ns più stretti collaboratori: Alessandra Mureddu, Ciccio Famà, Agostino Murgia Capello,Raffaele Guria, Sebastiano Sedda, Roberto Guidi e Piergiorgio Forcella, vogliamo ringraziare pubblicamente: i laghi Mella, nella persona del suo gestore Luigi Lamperti, che insieme a Enrico Bonzio, Roberto Agnelli, Paolo Naccari e Alessandro Donini, hanno organizzato per noi questa bellissima e riuscitissima manifestazione, i gestori del ristorante, Pietro e Nadia, la Mav Gas di Massimo Sartori e tutti i pescatori, amici e spettatori intervenuti in massa. Le società sportive: Asd laghi Mella- Spsd Brixia- Lenza Paradiso         Gli sponsor tecnici  Milo-Italica-Colmic-Betti sport Preston ed infine la Trabucco,rappresentata  dai ns amici di sempre e sempre in prima fila, Maurizio Fedeli e Maurizio Biolcati.   Un grazie particolare al maestro Mario Molinari, che ci segue dagli albori della nascita dell’Associazione e poi all’amico e ns testimonial, Giampiero Anelli in arte Drupi,  ti vogliamo bene Giampiero.    Poi dovuto e doveroso il ringraziamento va Silvio Fattori e a tutta la redazione di Pianeta Pesca, che ci permettono di raccontarci sulle loro pagine.   Vi aspettiamo tutti, la prima domenica di Novembre del 2017, per la seconda edizione di questa manifestazione, che verrà calendarizzata ogni anno e sempre la prima domenica, a partire dal prossimo novembre.

Un ringraziamento sentito e personale dal vs reporter   Fabrizio Fracassi

 

 

 

 

 

 

 

 

 2° Trofeo   Noi amici della pesca per la sclerosi multipla   “ 1°    Memorial Carlo Chines”……………. 

 

                                                                   Reportage dalla Sardegna by  Fabrizio Fracassi

 

Torno sempre volentieri nella terra sarda, che amo in particolar modo, ma questa volta è una volta particolare, tutto il direttivo e tutti i soci/collaboratori più stretti, dell’Associazione onlus  Noi amici della pesca per la sclerosi multipla, eravamo presenti per questo 2° Trofeo intitolato anche al compianto e grande capitano della nazionale Carlo Chines, che emozione al solo ricordo di quest’uomo che ha dato tantissimo lustro e portato in alto nel mondo le varie nazionali di pesca di cui e’ stato orgoglioso e fiero condottiero. Dicevamo di tutto lo staff dell’Associazione, e vado ad elencare i nomi di persone di spessore e di un immenso cuore, perché ricordo che siamo tutti volontari:  Luciano Mereu, socio/fondatore ( Presidente ) lui giocava in casa in quanto sardo ed organizzatore, Alessandra Mureddu, anch’essa sarda, nuova new entry e donna energica, grande capacità organizzativa e comunicativa,  Rocco Scarcella, da Bergamo e socio/fondatore, ed ottimo pescatore,  Raffaele Guria, sardo, socio/sostenitore, Agostino Murgia Capello, sardo, socio/sostenitore, Sebastiano Sedda, sardo, socio/sostenitore, Roberto Guidi, da Roma, socio/sostenitore ed infine la ns forza vitale insieme a Sebastiano, Francesco Ciccio Famà, da Palmi (RC) anch’esso socio/sostenitore, mancava solo Piergiorgio Forcella da Vasto (PE) , non ha potuto presenziare per motivi di lavoro, ed io, Fabrizio Fracassi socio/fondatore da Padova. Il Trofeo si è svolto sulle sponde del lago Omodeo (NU) , campo gara F.I.P.S.A.S. , nella sua splendida cornice, hanno partecipato circa un centinaio di agonisti e non, provenienti da tutta la Sardegna, un grande successo, non avevamo nessun dubbio, il popolo sardo e’ popolo di cuore e di pancia, alla solidarietà ed al sociale, risponde sempre alla grande, e anche questa volta, non si sono smentiti. Presenza massiccia, che ci ha avvolto in tutto il suo calore, in tutto il suo affetto, qualcosa che e’ andata oltre la semplice gratificazione. Dobbiamo solo un immenso grazie a questa gente, e lo faremo tornando il prossimo anno. Partimmo da Monsummano Terme (PT) siamo arrivati ad Ottana(NU) per questo 2° Trofeo, e continueremo il nostro giro per le regioni italiane, porteremo il nostro Trofeo ovunque ci siano specchi d’acqua e pescatori che abbiano voglia di darci una mano per raccogliere fondi per la ricerca sulla sclerosi multipla e far conoscere e fare prevenzione su questa , che stà diventando una pandemia mondiale. Questo e’ l’obbiettivo primario della nostra Associazione, e volontà ferma del direttivo.  La gara è stata intonsa di sano agonismo, qui in Sardegna è sentitissima la rivalità sportiva, ma sempre nel rispetto delle regole, abbiamo fatto anche un settore dove 10 bambini dagli 8 ai 13 anni hanno dato vita alla loro gara, che spettacolo questi piccoli pescatori in erba. L’unica nota negativa, ma nn più di tanto, il vento, ma sappiamo che qui è quasi una costante continua. Ancora più eclatante, quello che hanno messo in piedi nel dopo gara, innanzitutto allegria, si palpava e si respirava a pieni polmoni, un pranzo da quasi 10 e lode, musica , danze locali, Karaoke organizzato da Mario Casu, al quale vanno tutti i nostri ringraziamenti, e tra un canto e una danza, si procedeva con le premiazioni, messe a disposizione e donate dal negozio “Dimensione Pesca Nuoro “ e che premi, il top, ed alla estrazione dei premi della lotteria. Che popolo straordinario, ci ha fatto compagnia fino alle una di notte, tra chiacchiere, racconti, ricordi, un po’ di birra che non guasta mai e tantissime risate. Una sola parola GRAZIE SARDEGNA.

Alla fine stanchi ma felicissimi, ringraziamo tutti gli sponsor tecnici, COLMIC, ITALICA, PRESTON, TUBERTINI,   le società A.P.S.D. Oltremare Nuoro, A.P.S.D. Nautilus Club e A.P.S.D. Calagonone , per la loro gentilissima collaborazione amministrativa e logistica, il Presidente Regionale F.I.P.S.A.S. Roberto Demontis, per la sua gentile presenza, il giudice nazionale Giovanni Gabizzosu, al quale và tutta la ns stima e affetto,il Presidente F.I.P.S.A.S. della sez di Nuoro Domenico Milillo, per la direzione gara. Un ringraziamento personale va a Paolo Loi e Alessandra Mureddu, per la loro gentilissima accoglienza nella propria casa che ci ha accolti divinamente e con una cena degna dei migliori reali.

La classifica finale, è stata concepita solo con gli assoluti e senza vincitori di settore:

1° Classificato Assoluto- D’Angelo Raffaele con 6350 gr ed 1 penalità ( ADS Fishing Club Sassari- Muros – Trabucco Team ) Premiato con il trofeo FIPSAS intitolato a Carlo Chines, messo a disposizione dalla F.I.P.S.A.S.nazionale e dal Presidente Acque Interne Maurizio Natucci

2°Classificato Assoluto- Mainardi Giulio con 5510 gr ed 1 penalità ( APSD Acquarius Orotelli – Trabucco Team)

3°Classificato Assoluto – Lai Stefano con 3040 gr ed 1 penalità ( APSD Alessandro Lai- Colmic Team)

4°Classificato Assoluto- Muroni Pierpaolo con 2900 gr ed 1 penalità ( ASD Fishing Club Sassari-Muros- Trabucco Team)

I bambini sono stati tutti premiati con medaglie e accessori da pesca, non abbiamo ritenuto opportuno stilare loro una classifica.

Qui si conclude il mio racconto, e nn vi nascondo che mentre stò scrivendo,i miei occhi si sono inumiditi di lacrime, al ricordo di questa avventura, al ricordo che mi e ci ha riempiti di gioia ed orgoglio, al pensiero che c’è ancora del buono nella gente e che ci appoggia nei ns progetti, presenti e futuri, sulla ricerca, sulla prevenzione che il Prof. Massimiliano Calabrese ed il Dott. Marco Pitteri, portano avanti nei laboratori di ricerca dell’Università di Verona.  Grazie di cuore a tutti

  Fabrizio Fracassi

 

 

 

° Prima manifestazione dell’Associazione a  Gombito   -Cremona-  . Articolo di Mario Molinari

 

Con la collaborazione di Italica (main sponsor dell’associazione) e Trabucco, si è svolto l’incontro di Noi Amici per la Pesca per la sclerosi multipla, che sotto la guida di Fabrizio Fracassi, raccoglie fondi a sostegno della ricerca contro la sclerosi multipla. Divertirsi insieme aiutando gli altri è quanto più si può chiedere al nostro sport. Una giornata splendida di fine autunno ha voluto premiare tutti coloro che sono intervenuti a sostegno del lavoro del professor Massimiliano Calabrese del Laboratorio di Ricerca dell’Università di Verona. Sono intervenuti personaggi ben conosciuti nel mondo della pesca come Enrico Bonzio, Roberto Agnelli, e Maurizio Biolcati ,a riprova della loro sensibilità a queste chiamate. Un doveroso ringraziamento a Italica nelle persone del signor Giacomo Solza e della signora Maria Luisa Beltrame di Italica, e a Roberto e Andrea Trabucco, e a Roberto Agnelli di Pan &c Co. per il sostegno all’evento.

Il professor Calabrese ha recentemente emesso un comunicato, dopo la sua partecipazione alla riunione mondiale per la ricerca contro la sclerosi multipla, che qui riportiamo perché porta un raggio di sole per chi affetto da questa grave malattia.

“Cari Amici, all’Ectrims (Congresso mondiale Sclerosi Multipla che si e’ tenuto a Barcellona), dove abbiamo vinto il premio per il miglior poster 2015, tra oltre 1000 poster da tutto il mondo, insieme a Roberta Magliozzi abbiamo avuto stretti contatti con la Roche che ha presentato i dati di Ocrelizumab in anteprima. Ebbene abbiamo la PRIMA molecola che funziona anche contro le forme PROGRESSIVE di malattia. La ditta che la produce ci ha chiesto un incontro proprio per discutere degli sviluppi futuri. Ho chiesto di avere in anteprima il farmaco a disposizione a Verona saltando quindi tutta la lenta burocrazia europea ed italiana. Io e i miei colleghi lavoreremo per portarvi quanto prima questo rivoluzionario farmaco”.

Un arrivederci a tutti al prossimo evento.
Mario Molinari